Premiati per essere un’ispirazione civica

A volte essere un’ispirazione è più che sufficiente per essere premiati.

Fra i 30 giovani Alfieri della Repubblica premiati da Mattarella pochi giorni fa per il loro impegno civico – teniamolo a mente – c’è chi ha aiutato anziani e persone in difficoltà consegnando a domicilio spesa e farmaci, chi ha salvato un amico dal suicidio, chi si è impegnato in un’impresa sociale in un carcere minorile, chi ha voluto dividere la borsa di studio con un’amica. Esempi virtuosi da incoraggiare.

E poi ci sono loro: le ispirazioni.

Maria Ester si è diplomata.
Giorgia fa ginnastica ritmica.
Andrea fa il giocoliere.
Federica dipinge.

Cos’hanno in comune? Una disabilità.

Su alcune testate hanno trovato anche una sezione tutta per loro, quella del nonostante le difficoltà, o più forti della malattia. Ok ma cos’hanno fatto di meritevole, di encomiabile?

Maria Ester Contrera, 19 anni, di Palermo, è arrivato in fondo liceo passando più tempo in ospedale che in classe. In alcuni articoli si legge “l’amore per lo studio più forte della malattia” ha trasmesso “fiducia e speranza agli amici e ai compagni di classe”.

A Muggiò, in Brianza, la quattordicenne Giorgia Greco è tornata a ballare dopo un intervento chirurgico molto invasivo, ”coronando una passione coltivata fin da bambina”. “La sua tenacia è un esempio che si accompagna al sorriso e alla gentilezza”. Giorgia “è ben disposta verso il prossimo”, “un esempio di determinazione e coraggio per i coetanei e per tutti coloro cui la vita ha imposto una battuta d’arresto”. “Si è distinta per il suo sorriso”.

Andrea Pigato, 18 anni di Romano d’Ezzellino (Vicrnza) nella malattia ha espresso il suo talento nella giocolieria. “È testimone di come una malattia o difficoltà possono essere trasformate in occasioni di crescita”.

Federica Mauro, classe 2003 di Arezzo, con la pittura supera le difficoltà dell’autismo. “È diventata famosa per la sua capacità del disegno”, tanto che la Dante Society di Londra ha scelto la sua opera come locandina del concorso artistico internazionale Dante 700.

Maria Ester si è diplomata anche se ha una malattia rara. Giorgia fa ginnastica ritmica anche se ha una sola gamba. Andrea fa il giocoliere anche se ha una malattia metabolica. Federica dipinge anche se è autistica. Non si son fatti mancare niente, c’è un bel fritto misto di disgrazie sconfitte.

Qual è il loro merito? Semplicemente fare qualcosa, magari anche bene, ma quello che veramente importa, il merito, è che lo facciano nonostante le disabilità. In questo sono bravissimi, a superare le avversità. Possibilmente col sorriso, per lanciare meglio un messaggio di positività e speranza.

Di Federica avranno premiato i dipinti oppure il suo essere autistica? Mistero. Sarebbe stato premiato Andrea per la giocoliera se non fosse stato malato? Chi lo sa. Giorgia sarebbe un’ispirazione se avesse entrambe le gambe? Chissà. E Maria Ester merita un premio d’onore per essersi diplomata passando più tempo in ospedale che a scuola? È naturale.

D’altronde è questo il nostro ruolo sociale, l’alternativa a essere ignorati, l’impegno civico per cui meritare un riconoscimento: lanciare messaggi di speranza.

Con il sorriso mi raccomando.

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