Se sembra impossibile allora si può fare?

Ursula Von Der Leyen elogia Bebe Vio al parlamento europeo, ormai giorni fa.

“Bebe ha superato così tanto nonostante la giovane età. La sua storia è un contrasto alle avversità. Ce l’ha fatta grazie al talento, alla tenacia e un atteggiamento sempre positivo.”

✅ Ce l’ha fatta perché le sono state date le possibilità di eccellere. Dal contesto, una famiglia presente, forte e soprattutto benestante. Aiuti e stimoli grazie ai quali Bebe ha potuto autorealizzarsi a pieno.

“È una paladina dei valori in cui crede, è riuscita a raggiungere tutti i suoi risultati applicando il suo credo: se sembra impossibile allora si può fare. Ispirazione per cambiare la percezione del possibile. Per ricordarci che si può raggiungere tutto quello in cui si crede.”

✅ Oltre al contesto favorevole, ha il privilegio di far sentire la propria voce perché c’è chi ha creduto e investito su di lei, non solo dal punto di vista agonistico, ma soprattutto mediatico. Perché c’è chi ha visto lungo oltre il talento sportivo, che è innegabile. Ma le è stato dato spazio, una piattaforma. Opportunità.

Tutto bellissimo, fa piacere a tutti l’illusione di avere il potere di manovrare il proprio destino. Ma vale la pena distorgliere lo sguardo dall’ispirazione, dall’eroina, e fare due considerazioni doverose senza la solita brama di cercare un modello in chi riesce a raggiungere il successo.

Cosa vediamo se distogliamo lo sguardo da Bebe Vio e tutti gli altri atleti paralimpici?

Una sterminata massa di disabili invisibili e silenziosi, per i quali l’impossibile rimane tale, che non possono fare altro che fermarsi di fronte alle difficoltà che il sistema gli pone davanti. Senza supporti economici, servizi adeguati, senza assistenza. Senza occasioni. Che non possono.

Bebe può rimanere un modello di tenacia e determinazione, che fa sempre piacere (per chi?) ma al resto dei disabili, per evitare frustrazione e scoramento, serve la consapevolezza di non poterla uguagliare. Non per mancanza di volontà, ma per reali diseguaglianze a livello sistemico. Oppure servono le giuste opportunità.

Se sembra impossibile allora si può fare? Retorica spiccia. Che per alcuni può funzionare, così come possono funzionare le preghiere, la legge dell’attrazione o la giusta attitudine mentale. Ma non basta, è l’ultimo step. Se ti è concesso di scalare fino a quel punto.

Se hai le occasioni allora dacci dentro. Ok. Ma prima di tutto bisogna avere le occasioni necessarie. Certo non ha lo stesso appeal del “se vuoi puoi”, e soprattutto non era questo l’intento di sfruttare lo slogan ritrito di positività a tutti i costi. Parliamo di reali possibilità. Responsabilizziamo il contesto.

È evidente che lo scopo di invitarla al parlamento europeo non era quello di prenderla come esempio per dimostrare quello che veramente serve a persone con disabilità, ma di usarla per dire altro. Non importa per vendere quale messaggio. L’hanno presa per usare la sua famosa retorica, per poterla sfruttare. Strano, non ne eravamo assolutamente abituati.

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